L’Aquila: tra rabbia ed emozione vince la Speranza

Ciao a tutti,

tappa tredicesima, una delle più significative: L’Aquila.

Arriviamo verso sera proprio a ridosso del centro della città e i miei occhi non riescono a credere a tanta desolazione. Ci sono case distrutte, chiese devastate, mi viene un nodo alla gola. Paola e Corrado , vicepresidente  e presidente dell’Atletica L’Aquila , ci raggiungono in hotel per accompagnarci a mangiare. Quanto si sono impegnati nelle scorse settimane per organizzare questa giornata, grazie di cuore! Ci raccontano, come da quel maledetto 6 aprile 2009, la vita degli Aquilani sia completamente cambiata senza, ancora  oggi, aver visto la parola fine. Mi vergogno  di essere italiana.  L’Aquila aveva 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane, ora c’è solo morte. E mi dicono che tre mesi dopo il terremoto, era uguale ad ora…che vergogna!

Non è stato ricostruito nulla, ci sono solo impalcature.

Non dormo tanto questa notte, continuano a rimbombarmi nella testa le immagini della città, mi cresce rabbia e sgomento.

La mattina  passa velocemente  e alle 13 ci troviamo davanti alla casa dello studente, il luogo che abbiamo simbolicamente voluto come  partenza della corsa. La casa è completamente ridotta in macerie, sulla rete che la circonda ci sono le fotografie de i ragazzi che vi persero la vita. E’ davvero difficile oggi pensare alla corsa. Con Corrado, deponiamo  una corona di fiori ai piedi della statua  eretta per i 55 studenti vittime del terremoto. Sono triste.

Intanto mi raggiungono i miei compagni di corsa:  Anna, Juri, Matteo, Edmondo e  Pierpaolo, il fratello di Michela Rossi, grande donna e atleta di livello, che il 5 aprile 2009 corse la Stramilano,  ignara di dover affrontare  il giorno successivo, a L’Aquila,  una sfida purtroppo più grande di lei. In suo ricordo, come simbolo di tutte le vittime del terremoto, dopo pochi chilometri dalla partenza, ci fermiamo davanti alla sua vecchia casa, in Via Antinori 26 e deponiamo un mazzo di fiori. Ad aspettarci c’è anche il papà di Michela, un uomo che, da allora, non ha più ritrovato il sorriso. Ci abbracciamo forte con grande commozione.

Ma oggi siamo tutti qui per reagire, per dare un segnale alla politica che noi crediamo nel sogno di L’Aquila ricostruita. Sarà per questo motivo o per il bisogno di scaricare la rabbia che abbiamo in corpo, ma il km successivo aumentiamo inconsapevolmente il ritmo, come se Michela ci avesse donato una forza nascosta. Corro sicuramente il 1000 più veloce da quando sono partita il 7 aprile.

Nei due giri che facciamo nel centro della città, tocchiamo tutti i punti più significativi martoriati dal terremoto.

L’arrivo, dopo un sali/scendi di emozioni e di percorso è in Piazza del Duomo, sotto uno striscione con la bandiera italiana. Mischiamo lacrime e rabbia ma poi in tutti noi prevale il vero significato di tutta la manifestazione: un inno alla vita ed alla speranza per un futuro migliore per L’Aquila.

Ad aspettarci ci sono: Renza Bucci, rappresentante della Fondazione 6 aprile per la vita; Antonietta Centofanti, Presidente del comitato famiglie, studenti e studentesse aprile 2009; l’Assessore allo Sport Emanuela Iorio; l’ Associazione Misericordie Francesco Ciotti; il coro della Polifonica di Tempera.

Voglio in conclusione abbracciare ancora una volta, anche se virtualmente, tutti i miei compagni di viaggio di questa giornata. Sono sicura che, anche se nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a risvegliare le coscienze ed i sogni di per una nuova “vecchia” L’Aquila.

Oggi, sabato, appuntamento ad Ancona.

Un bacio

Ivana

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